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Nuove Analisi Nuovi Servizi

La Bios S.p.A. di Via D. Chelini 39 ha attivato il servizio Storico Esami, in grado di fornire ai clienti/pazienti e quindi, anche, al loro medico di riferimento, i valori analitici dei precedenti 4 accertamenti di Diagnostica di Laboratorio in una unica rappresentazione grafica. Leggi tutto


PEP-TEST: un test diagnostico innovativo in grado  di rilevare in modo semplice,   non invasivo e indipendentemente dal pH  la presenza di pepsina nella saliva  di pazienti affetti da reflusso gastroesofageo (GERD).  

PLAC TEST (Lp-Pla2: fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine):
nuovo marcatore di infiammazione vascolare.

Catene Leggere Libere (FREE) Sieriche ed Urinarie

PrenatalSAFE®: test prenatale non invasivo che analizza il DNA fetale circolante nel sangue materno

BRCA1 -BRCA2:  test di predisposizione genetica allo sviluppo di tumore della mammella ed ovarico

Calprotectina Fecale

T3 REVERSE

 

 

  

NUOVE ANALISI IN ALLERGOLOGIA:

Test attivazione dei Basofili
Tabella completa dei profili – Scarica PDF
ISAC® Test (Immuno Sorbent Allergo Chip): nuovo test per la determinazione
simultanea di IgE specifiche per un pannello di 112 allergeni mediante impiego
di tecnologia Biochip.

                                                                           

 


PCA3: nuovo test per la diagnosi del cancro prostatico


KAPPA E LAMBDA LIBERE: UN UTILE MONITORAGGIO

Barbara De Paola – Paolo Macca

Le immunoglobuline o anticorpi vengono prodotte dalle plasmacellule e sono composte da 2 catene leggere, di tipo kappa (k) o di tipo lambda (l) e da due catene pesanti di tipo A, M, D, G ed E. Ogni plasmacellula produce un solo tipo di catena pesante e un solo tipo di catena leggera per cui esistono 10 sottotipi di immunoglobuline normali. In condizioni fisiologiche le catene leggere vengono prodotte in eccesso rispetto alle catene pesanti ed entrano in circolo nel sangue come catene leggere libere (Free Light Chain).
La quantità di FLC in circolo riflette il bilancio tra la loro produzione da parte delle plasmacellule e la loro escrezione da parte del rene. Le FLC esistono in forma di monomeri o dimeri: le k circolano nel sangue come monomeri mentre le l come dimeri. Inoltre le k vengono prodotte in quantità circa doppie rispetto alle l, vengono tutte filtrate attraverso il glomerulo renale e riassorbite quasi completamente nel tubulo prossimale.
La clearance delle FLC k è più veloce rispetto a quella delle l, infatti l’emivita delle k è di 2-3 h mentre quella delle l è di 4-6 h. Queste diversità nella produzione e clearance delle FLC spiegano il motivo per cui il loro rapporto sierico (k/l) in condizioni fisiologiche si attesti attorno al valore 0,58 (Katzmann et al., Clin Chem 2002). L’analisi quantitativa delle FLC è stata resa possibile dallo sviluppo di anticorpi policlonali in grado di riconoscerle esclusivamente quando non legate alle catene pesanti (Bradwell et al., Clin Chem 2001). In presenza di disordini proliferativi monoclonali delle plasmacellule i livelli di FLC sieriche aumentano.

Questi disordini comprendono un ampio gruppo di malattie che va dalla gammapatia monoclonale di incerto significato (MGUS) al plasmacitoma solitario fino al mieloma multiplo (MM) e all’amiloidosi da catene leggere (AL). In ognuna di queste patologie la determinazione della quantità di immunoglobuline monoclonali circolanti è essenziale nella diagnosi, nella prognosi e nel monitoraggio. Il dosaggio delle FLC sieriche insieme all’immunofissazione e all’elettroforesi sierica permette di individuare l’eventuale presenza di disordini monoclonali delle plasmacellule (Hill et al., Clin Chem 2006).
In presenza di gammapatia monoclonale occorre comunque eseguire una immunofissazione urinaria su un campione di urine delle 24h. Nello screening per l’amiloidosi AL invece oltre ai test sierici va eseguita anche l’immunofissazione urinaria (Dispenzieri et al., Leukemia 2009).
Il dosaggio delle FLC alla diagnosi è utile a fini prognostici nella gammapatia monoclonale di incerto significato (MGUS), nel mieloma multiplo, nel plasmocitoma solitario e nell’amiloidosi AL (Rajkumar et al., Blood 2005; Dispenzieri etal., Blood 2008). Il razionale patogenetico non è stato del tutto compreso ma livelli alterati delle FLC alla diagnosi
correlano con una velocità più alta di progressione della malattia (Dispenzieri et al., Leukemia 2009).
Poiché l’emivita delle FLC nel siero è piuttosto breve (2-6 ore), il loro dosaggio è estremamente utile anche nel monitoraggio della malattia. Infatti rappresentano un indicatore utile di risposta alla terapia, consentono di identificare precocemente i pazienti che sono resistenti al trattamento terapeutico e infine sono un marker sensibile di malattia residua tanto da essere stati aggiunti ai criteri di risposta alla terapia internazionali (Gertz et al., 2005; Durie et al., 2006).

Nel nostro laboratorio il dosaggio delle FLC viene eseguito utilizzando il metodo immunonefelometrico SIEMENS (BNII e BN PROSPEC) che fornisce risultati in tempi molto rapidi e presenta un’elevata sensibilità.


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